Proposta: più aiuto internazionale in telelavoro

20th January 2008 | 23:20 | Uncategorized

Why international agencies like the World Bank and the European Union do not apply the telework techniques to many of their missions in the developing countries? In many cases, once the working group has been established, a big part of the project could be carried out without costly trips, expensive in terms of travel allowances and CO2 emissions. The capitals of the new countries have by now adequate connections, but investing in telework structures is not considered a priority by the international donors.

C’è un gran viaggiare nei paesi in via di sviluppo di consulenti pagati dalle organizzazioni internazionali. In realtà si tratta di schemi organizzativi in molti casi superati, perché buona parte dello sviluppo dei progetti potrebbe essere portato avanti in telelavoro, risparmiando almeno il 50 per cento dei costi, riducendo i viaggi aerei e le emissioni dannose, e anche assicurando più continuità nei risultati e più responsabilità ai funzionari locali. Le capitali dei paesi nuovi hanno ormai buoni collegamenti, ma le attrezzature di telelavoro non fanno parte delle priorità d’aiuto. Read more…

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Viva la democrazia! Sì, ma quale?

11th November 2007 | 10:18 | Uncategorized

How do we imagine democracy in the 21st century? I don’t think that the system of electing political representatives for four or five years, as envisaged two hundred years ago, is still satisfactory for the citizens of modern states. On the other hand the forms of direct participation, now technically possible through the Net, are very dangerous because the majority is uninformed and tends to decide without considering all the aspects of each issue. Other systems are under trial: “democracy by ballot” (a group of citizens is chosen to get informed and decide on each issue), “democracy by media”, mobilizing people through television or internet, or “primary voting” on very general issues, just to confirm a ruling class that has already been selected. Each system has its own defects. Probably the only possible, even if partial, answer is democracy through the multiplication of local initiatives offering to the citizens a place to debate, as once it happened in the party meetings. It’s a process just starting in Italy, but the demand for participation is high.

Come c’immaginiamo la democrazia nel 21° secolo? Certamente la gente non si accontenta più di esprimere la propria partecipazione alle scelte collettive attraverso un voto ogni quattro o cinque anni. D’altra parte la democrazia diretta, oggi tecnicamente possibile grazie alla rete, sarebbe un disastro perché gran parte dei cittadini non sono e non vogliono essere adeguatamente informati. E allora? Sono in corso esperimenti interessanti di “democrazia per sorteggio” (un gruppo di cittadini viene informato adeguatamente per decidere: come nel caso dei giudici popolari) e nel frattempo si affermano altre forme di pseudo democrazia mediate dalla televisione, da internet, dalle primarie… Forse l’unica parziale risposta consiste nel moltiplicarsi delle organizzazioni dal basso che offrano ai cittadini una risposta alla voglia di partecipare e di discutere che un tempo si esprimeva attraverso i partiti. E nel taglio dei livelli di politica professionale: perché retribuire i consiglieri municipali, comunali o provinciali? Read more…

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Mi chiamo Speroni, mio nonno era mugnaio sull’Olona, però…

30th September 2007 | 7:41 | Uncategorized

About the risk of secession in Italy, my family name, the hurried way in which people read articles on the screen…

Alcuni commenti al mio precedente post che ho ricevuto sul blog e a voce m’inducono a una precisazione. Anche se la mia famiglia proviene dal cuore della Lombardia, anche se porto lo stesso cognome dell’eurodeputato Francesco, ex segretario di Umberto Bossi, non sono a favore della divisione del Nord dal resto del Paese. Ho solo cercato di descrivere i rischi che il Paese sta correndo e mi sembra che l’escalation dei toni sul tema della secessione giustifichi la mia preoccupazione. Ma chi legge articoli sullo schermo anziché su carta troppo spesso giudica in modo frettoloso. Oggi sul web si usa una lettura “impressionistica”; difficilmente ci si ferma a leggere fino in fondo un articolo, e comunque lo si fa così in fretta che non se ne colgono tutte le implicazioni. Read more…

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Grillo apre la terza fase della comunicazione politica

16th September 2007 | 8:33 | Uncategorized

There are four reasons behind Beppe Grillo’s V Day success, (”where V stands for a very rude Italian expletive”, explains the International Herald Tribune). Grillo is a very talented comedian; his proposals are very simple (probably too simple); people in Italy are really looking for an alternative to the actual political class; and he knows how to use the mix between virtual interactivity and real encounters of his fans. Probably thanks to him Italy is entering a new phase in the techniques of political communication, where controlling televisions or carrying busloads of people to demonstrate in Rome is not enough to have success.

Quali sono state le ragioni del grande successo del “vaffa day” di Beppe Grillo? Ne vedo almeno quattro. Read more…

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La ricchezza nell’era wikinomics

2nd September 2007 | 10:42 | Uncategorized

Wikinomics, the new system to which everybody contributes freely through internet, puts under discussion some of our basic economic concepts. The gross domestic product (Gdp), for example, is based on the idea of measuring “wealth”. But what is wealth if an important part of the economy develops without payments and without prices?
Gli scienziati del progetto “Sloan Digital Sky Survey” hanno lanciato un invito agli astronomi dilettanti perché collaborino a esaminare e catalogare il milione di galassie finora conosciute. Requisiti: soltanto un computer, una connessione internet e la disponibilità a lavorare gratis. Si aspettavano un manipolo di volontari, invece sul sito in un solo mese sono state raccolte 85mila adesioni al progetto. Read more…

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Da dove andiamo a incominciare?

18th June 2007 | 10:30 | Uncategorized

Seen from Italy, all the traditional political instruments look crumbling. The United Nations cannot be reformed and cannot cope with the worst crises, the European Union is paralyzed after its enlargement and should start anew from a smaller group of nations, in this country the unity between a North and a South that are more and more different is difficult to maintain by a government who is loosing its credibility. Something should be done at all levels, to promote effective political institutions. But where do we start from? I see only one answer: from the network of people of good will who have the opportunity of talking to each other through the Net e who form a global public opinion.

Un tempo credevo che nel giro di pochi decenni saremmo arrivati a un governo mondiale, Read more…

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Se il valore dipende dai clic

23rd January 2007 | 17:17 | Uncategorized

“Marketing as new finance”: il marketing come nuova finanza. L’espressione piuttosto sibillina è stata usata da Hal R. Varian, uno degli economisti più esperti nella nuova industria dell’informazione, nel corso della Ottava Lezione “Angelo Costa” che per conto della Confindustria ha tenuto il 16 gennaio alla Università Luiss di Roma sul tema “The economics of Internet search”, in pratica il business dei motori di ricerca. Read more…

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Troppi Andrea D’Ambra: la Rete va in tilt

20th December 2006 | 10:25 | Uncategorized

Ho commesso un errore. Andrea d’Ambra mi ringrazia del mio commento sulla sua iniziativa “Aboliamoli” per la cancellazione del prelievo fisso sulla ricarica dei cellulari, ma mi segnala che non è lui “l’enologo ischitano”, come io avevo scritto. E’ sì di Ischia (nell’isola di D’Ambra ce ne sono molti), ma quello che produce vino è un suo omonimo.

Val la pena di fermarsi un attimo a riflettere. Quali erano le mie fonti? Read more…

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Democrazia per sorteggio? Proviamo!

11th December 2006 | 23:37 | Uncategorized

La democrazia può dipendere dal sorteggio anziché dall’elezione dei rappresentanti del popolo? A prima vista sembra un’affermazione demagogica. Ma consiglio di leggere con attenzione l’intervista di Luigi Bobbio, direttore del Master di Analisi delle Politiche Pubbliche presso l’Università di Torino, pubblicata su Una Città , la bella rivista edita a Forlì Read more…

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Un brindisi al nuovo modo di far politica

19th November 2006 | 20:24 | Uncategorized

Un enologo ischitano ci ha dato la lezione politica più importante di questi ultimi mesi anticipando una rivoluzione che ha già travolto i socialisti francesi e che ben presto rivoluzionerà anche la politica italiana. Read more…

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