2008: un po’ d’ottimismo, nonostante il degrado
31st December 2007 | 12:17 | Uncategorized
A few thoughts at the end of the year after some optimistic (and surprising, for some people) articles by il Sole 24 Ore. Italy is condemned to an inevitable decay? No. It’s true that the country is losing ground (even if politicians often deny it), but I am with the people who think that we can still invert the trend. To do it we need some faith in our possibilities, a change of the political system, but also the willingness to modify some of our personal attitudes versus the public good. Nessuno che sia in buona fede può negare che il Paese stia vivendo una fase di declino. Lo dicono le statistiche sul Prodotto interno lordo pro capite, sempre più in basso rispetto alla media europea, e molti indicatori sulla qualità dei servizi pubblici. Persino il Censis, che col suo ultimo rapporto ha voluto opporsi al declinismo, è stato costretto ad affidare le sue speranze a minoranze che emergono dalla poltiglia nella quale si è disfatto il Paese. Mi sembra anche innegabile che il declino rischi di trasformarsi in degrado, ma il realismo sullo stato del Paese non significa dare per scontato o crogiolarsi nel fatto che il Paese va alla malora. Bene ha fatto, dunque, il Sole 24 Ore a improntare all’ottimismo i suoi articoli di fine anno. Read more…
Riflessioni ferroviarie, dopo l’articolo del NYT
15th December 2007 | 20:08 | Uncategorized
“Italy is in a funk”, wrote the New York Times. In my opinion, something worse is happening, because Italians do not believe any more that the political class, any political class, will be able to solve their problems. Even the small ones, like the dirty toilets in the trains. Incompetence, unefficient or corrupted administration, but also bad behaviour by some citizens combine in a tangle very difficult to solve. La gente non è solo di cattivo umore, come dice il New York Times. E’ molto incazzata perché non vede via d’uscita, non crede più nella classe politica attuale, ma anche nella possibilità di cambiarla. Prendendo spunto da un piccolo e diffuso caso di cattivo funzionamento (i bagni sporchi sui treni) vediamo che cosa si potrebbe fare per far cambiare umore agli Italiani. Read more…
Viva la democrazia! Sì, ma quale?
11th November 2007 | 10:18 | Uncategorized
How do we imagine democracy in the 21st century? I don’t think that the system of electing political representatives for four or five years, as envisaged two hundred years ago, is still satisfactory for the citizens of modern states. On the other hand the forms of direct participation, now technically possible through the Net, are very dangerous because the majority is uninformed and tends to decide without considering all the aspects of each issue. Other systems are under trial: “democracy by ballot” (a group of citizens is chosen to get informed and decide on each issue), “democracy by media”, mobilizing people through television or internet, or “primary voting” on very general issues, just to confirm a ruling class that has already been selected. Each system has its own defects. Probably the only possible, even if partial, answer is democracy through the multiplication of local initiatives offering to the citizens a place to debate, as once it happened in the party meetings. It’s a process just starting in Italy, but the demand for participation is high. Come c’immaginiamo la democrazia nel 21° secolo? Certamente la gente non si accontenta più di esprimere la propria partecipazione alle scelte collettive attraverso un voto ogni quattro o cinque anni. D’altra parte la democrazia diretta, oggi tecnicamente possibile grazie alla rete, sarebbe un disastro perché gran parte dei cittadini non sono e non vogliono essere adeguatamente informati. E allora? Sono in corso esperimenti interessanti di “democrazia per sorteggio” (un gruppo di cittadini viene informato adeguatamente per decidere: come nel caso dei giudici popolari) e nel frattempo si affermano altre forme di pseudo democrazia mediate dalla televisione, da internet, dalle primarie… Forse l’unica parziale risposta consiste nel moltiplicarsi delle organizzazioni dal basso che offrano ai cittadini una risposta alla voglia di partecipare e di discutere che un tempo si esprimeva attraverso i partiti. E nel taglio dei livelli di politica professionale: perché retribuire i consiglieri municipali, comunali o provinciali? Read more…
Mi chiamo Speroni, mio nonno era mugnaio sull’Olona, però…
30th September 2007 | 7:41 | Uncategorized
About the risk of secession in Italy, my family name, the hurried way in which people read articles on the screen… Alcuni commenti al mio precedente post che ho ricevuto sul blog e a voce m’inducono a una precisazione. Anche se la mia famiglia proviene dal cuore della Lombardia, anche se porto lo stesso cognome dell’eurodeputato Francesco, ex segretario di Umberto Bossi, non sono a favore della divisione del Nord dal resto del Paese. Ho solo cercato di descrivere i rischi che il Paese sta correndo e mi sembra che l’escalation dei toni sul tema della secessione giustifichi la mia preoccupazione. Ma chi legge articoli sullo schermo anziché su carta troppo spesso giudica in modo frettoloso. Oggi sul web si usa una lettura “impressionistica”; difficilmente ci si ferma a leggere fino in fondo un articolo, e comunque lo si fa così in fretta che non se ne colgono tutte le implicazioni. Read more…
Grillo apre la terza fase della comunicazione politica
16th September 2007 | 8:33 | Uncategorized
There are four reasons behind Beppe Grillo’s V Day success, (”where V stands for a very rude Italian expletive”, explains the International Herald Tribune). Grillo is a very talented comedian; his proposals are very simple (probably too simple); people in Italy are really looking for an alternative to the actual political class; and he knows how to use the mix between virtual interactivity and real encounters of his fans. Probably thanks to him Italy is entering a new phase in the techniques of political communication, where controlling televisions or carrying busloads of people to demonstrate in Rome is not enough to have success. Quali sono state le ragioni del grande successo del “vaffa day” di Beppe Grillo? Ne vedo almeno quattro. Read more…
I rivoluzionari del senso civico
25th August 2007 | 16:28 | Uncategorized
“Senso civico” means being concerned about the public good. It’s an attitude which in Italy is lacking, and this explains the weakness of our political system, in the left as in the right wing. From Michele Salvati to Beppe Grillo, columnists and bloggers discuss this point, without being able to find a solution. May be we should start froom the network of people who show “senso civico” in their everyday life. As “Una Città”, a not so well known monthly magazine published in Romagna, points out. Senza senso civico il Paese non cambia. Sul Corriere della Sera del 22 agosto, Michele Salvati denuncia la mancanza di cultura civica che unisce destra e sinistra e che è particolarmente grave nel Mezzogiorno. Read more…
I precari? Sono la maggioranza dei lavoratori
21st August 2007 | 15:25 | Uncategorized
Beppe Grillo started a crusade against precarious jobs in Italy. The problem is real, but the “Biagi law “which the extreme left wants to change is not responsible for it. Only a broader reform of the work laws, including higher indemnities for unemployment, can offer a real change of the situation. E’ difficile, per un professore universitario, discutere con un comico. Pietro Ichino ha contestato le affermazioni di Beppe Grillo sulla legge Biagi e lo ha sfidato a un confronto pubblico. Grillo sul suo sito lo ha invitato a incontrarlo a Bologna l’8 settembre, quando il comico e i suoi amici terranno il “vaf… day” contro i politici. La proposta non è particolarmente generosa: Read more…
Un brindisi al nuovo modo di far politica
19th November 2006 | 20:24 | Uncategorized
Un enologo ischitano ci ha dato la lezione politica più importante di questi ultimi mesi anticipando una rivoluzione che ha già travolto i socialisti francesi e che ben presto rivoluzionerà anche la politica italiana. Read more…
