“Tolleranza zero”: quando è necessaria

16th January 2008 | 22:06 | Uncategorized

Prendendo spunto dal mio invito alla “tolleranza zero” verso i comportamenti illegali, Pietro nel suo blog pone una questione interessante. Sostiene che non si può reprimere la rabbia sociale, altrimenti essa troverà forme anche più violente per esplodere. Come la foresta, dice, dove se si impediscono i piccoli fuochi aumenta la legna secca, fino a un incendio molto più violento. Read more…

Comments (0)


Contro la secessione, l’alleanza dei “polentoni”

12th January 2008 | 22:57 | Uncategorized

Perché quello che è successo a Napoli non potrebbe succedere a Udine, a Vigevano, ad Abbiategrasso? La domanda posta da Iuri Maria Prado nella sua rubrica su Radio Radicale a mio giudizio va al cuore del problema e mi spinge a intervenire nuovamente su questo tema. Read more…

Comments (2)


Supercommissari per le tante spazzature del Sud

8th January 2008 | 22:46 | Uncategorized

The scandal of garbage collecting in Naples shows the failure of the policies of the last decades in the South of Italy, where local politicians have received money and powers without being able to develop their territories and to defend the legal system. The South does not need only a “Supercommissioner” with special authority for the garbage of Naples: political powers should be given back to the central government in all activities infiltrated by the organized crime. But putting under tutorship the Regions of the South, while leaving autonomy to the other Regions, who have demonstrated that they can stand on their own, is impossible without a very strong political coalition.

Oggi servirebbero due politiche diverse: al Sud più commissari che riportino al centro i poteri male usati, senza però tagliare i fondi perché senza finanziamenti non può esserci sviluppo; nel resto del Paese più autonomia alle Regioni che hanno dimostrato di sapersi amministrare. Una fase straordinaria, di legalità e di sviluppo, che solo un governo straordinario di grande coalizione può attuare contro gli interessi di buona parte della classe politica meridionale. Se invece non ci si riuscirà, la palla al piede Mezzogiorno condurrà il Paese al declino o alla frammentazione. Read more…

Comments (0)


Riflessioni ferroviarie, dopo l’articolo del NYT

15th December 2007 | 20:08 | Uncategorized

“Italy is in a funk”, wrote the New York Times. In my opinion, something worse is happening, because Italians do not believe any more that the political class, any political class, will be able to solve their problems. Even the small ones, like the dirty toilets in the trains. Incompetence, unefficient or corrupted administration, but also bad behaviour by some citizens combine in a tangle very difficult to solve.

La gente non è solo di cattivo umore, come dice il New York Times. E’ molto incazzata perché non vede via d’uscita, non crede più nella classe politica attuale, ma anche nella possibilità di cambiarla. Prendendo spunto da un piccolo e diffuso caso di cattivo funzionamento (i bagni sporchi sui treni) vediamo che cosa si potrebbe fare per far cambiare umore agli Italiani. Read more…

Comments (1)


Smash: non ci resta che ridere

10th December 2007 | 9:57 | Uncategorized

The Italian Vips don’t accept humour and are ready to sue the journalists who criticize them. A book about them gives us, at least, a chance to laugh.

Lo pseudonimo “Malaligua” nasconde un giornalista economico di lungo corso, che per anni ha annotato nella rubrica “Smash”, sul settimanale finanziario del Sole 24 Ore Plus, i suoi commenti sui personaggi al potere. Il suo libro “Smash - il lato ridicolo del potere economico”, edito da Baldini Castoldi Dalai raccoglie questi aforismi, alcuni dei quali fulminanti: “Agnelli sarà ricordato per la Fiat e la panna montata, De Benedetti per l’Olivetti e la spregiudicatezza, Berlusconi per Mediaset e le colossali balle che racconta. Tronchetti per Afef”. Oppure: Dario Fo testimonial per Romeo Gigli. Edoardo Sanguineti, poeta e comunista, candidato sindaco a Genova. Non è mai troppo tardi per sputtanarsi”. Read more…

Comments (0)


Sei top down o bottom up?

26th November 2007 | 22:33 | Uncategorized

You can stand on the right or on the left of the political circus, but a new dimension is now getting critical. There are people who believe in the political institutions and in the need to improve their functioning in order to control globalisation and others who think that the only useful political activity can be at the local level and that any valid change should come from the bottom. For me it’s obvious that local best practices, national politics, international governance are all necessary. It’s no use to play them one against the other, as if they were different ideologies. But more and more I meet people who are just “top down” or “bottom up”.

C’è una distinzione che passa all’interno di tutti gli schieramenti; c’è chi crede che i miglioramenti collettivi debbano provenire dall’alto e chi dal basso. I “top down” sono quelli che credono nelle istituzioni politiche, magari per abbatterle e crearne di nuove. La loro attenzione è soprattutto rivolta al funzionamento delle organizzazioni collettive. I “bottom up” pensano invece che qualsiasi riforma debba provenire dall’esperienza delle comunità locali, o addirittura da un cambiamento profondo della psicologia umana. E’ fin troppo facile affermare che in realtà qualsiasi innovazione importante ha bisogno di entrambe le tendenze. Invece si corre il rischio che la contrapposizione, se accentuata e trasformata in ideologia (e mi sembra che stia avvenendo), diventi materia di confusione e di paralisi. Read more…

Comments (1)


Viva la democrazia! Sì, ma quale?

11th November 2007 | 10:18 | Uncategorized

How do we imagine democracy in the 21st century? I don’t think that the system of electing political representatives for four or five years, as envisaged two hundred years ago, is still satisfactory for the citizens of modern states. On the other hand the forms of direct participation, now technically possible through the Net, are very dangerous because the majority is uninformed and tends to decide without considering all the aspects of each issue. Other systems are under trial: “democracy by ballot” (a group of citizens is chosen to get informed and decide on each issue), “democracy by media”, mobilizing people through television or internet, or “primary voting” on very general issues, just to confirm a ruling class that has already been selected. Each system has its own defects. Probably the only possible, even if partial, answer is democracy through the multiplication of local initiatives offering to the citizens a place to debate, as once it happened in the party meetings. It’s a process just starting in Italy, but the demand for participation is high.

Come c’immaginiamo la democrazia nel 21° secolo? Certamente la gente non si accontenta più di esprimere la propria partecipazione alle scelte collettive attraverso un voto ogni quattro o cinque anni. D’altra parte la democrazia diretta, oggi tecnicamente possibile grazie alla rete, sarebbe un disastro perché gran parte dei cittadini non sono e non vogliono essere adeguatamente informati. E allora? Sono in corso esperimenti interessanti di “democrazia per sorteggio” (un gruppo di cittadini viene informato adeguatamente per decidere: come nel caso dei giudici popolari) e nel frattempo si affermano altre forme di pseudo democrazia mediate dalla televisione, da internet, dalle primarie… Forse l’unica parziale risposta consiste nel moltiplicarsi delle organizzazioni dal basso che offrano ai cittadini una risposta alla voglia di partecipare e di discutere che un tempo si esprimeva attraverso i partiti. E nel taglio dei livelli di politica professionale: perché retribuire i consiglieri municipali, comunali o provinciali? Read more…

Comments (3)


Primarie. Mi spiegate per che cosa si vota?

11th October 2007 | 7:52 | Uncategorized

What are we supposed to vote for, in the primary elections of the new Partito democratico? If the event is just the choice of the internal structure and of its leader, I will not vote because I do not belong to this Party; and in any case, if I decided to vote, I would choose Enrico Letta, the most courageous in renovating the programs of the Party. On the other hand, if the electors are called to choose the future candidate of the Centre Left coalition, somebody who might have a chance to beat Silvio Berlusconi, then I will think that going to the polls is my right and my duty; but in that case the only realistic choice would be to vote for Walter Veltroni.

Se il voto alle primarie è una scelta di organi interni al Pd non voterò perché non mi riconosco nel nuovo partito e potrei aderirvi solo quando il suo giornale si chiamerà Unità d’Europa. Ma anche se votassi voterei Letta perché mi sembra il più deciso nel rinnovamento dei programmi e la miglior garanzia contro il fattore KK, i residui di cattocomunismo. Se invece si tratta della scelta del futuro leader da opporre Berlusconi, è mio dovere andare a votare e scegliere Veltroni, l’unico che può farcela… Read more…

Comments (3)


Sabato mattina, alla Costituente Socialista…

7th October 2007 | 21:46 | Uncategorized

The new Partito Socialista celebrated yesterday its rebirth with a meeting in which its leaders showed courage, ideas and good will. My relations with the Socialists have not been easy, in the past, but I am ready to place faith on the new initiative.

I giornali non hanno dato conto dell’entusiasmo che si respirava alla Costituente Socialista. L’Auditorium della tecnica era strapieno, moltissimi i giovani, interessanti le proposte nelle assise che si sono definite come “le primarie delle idee”. Ecco cinque aspetti che ho apprezzato particolarmente. Il simbolo, con il coraggio di dare l’addio al garofano craxiano per adottare la rosa sul cerchio stellato del Partito Socialista Europeo. La capacità di cercare un punto di contatto costruttivo con uomini e storie diverse, anche al di là della diaspora socialista. La compostezza lucida di Boselli. Il discorso del presidente dei socialisti europei Rasmussen, che ha declinato senza imbarazzi il tema della flexicurity. La stella polare di un convinto laicismo, che pone comunque i socialisti a fianco di Pannella e della Bonino. Insomma, anche se ho subito in prima persona qualche prepotenza dei socialisti della Prima repubblica, credo che oggi si possa puntare sul nuovo partito. Read more…

Comments (0)


Mi chiamo Speroni, mio nonno era mugnaio sull’Olona, però…

30th September 2007 | 7:41 | Uncategorized

About the risk of secession in Italy, my family name, the hurried way in which people read articles on the screen…

Alcuni commenti al mio precedente post che ho ricevuto sul blog e a voce m’inducono a una precisazione. Anche se la mia famiglia proviene dal cuore della Lombardia, anche se porto lo stesso cognome dell’eurodeputato Francesco, ex segretario di Umberto Bossi, non sono a favore della divisione del Nord dal resto del Paese. Ho solo cercato di descrivere i rischi che il Paese sta correndo e mi sembra che l’escalation dei toni sul tema della secessione giustifichi la mia preoccupazione. Ma chi legge articoli sullo schermo anziché su carta troppo spesso giudica in modo frettoloso. Oggi sul web si usa una lettura “impressionistica”; difficilmente ci si ferma a leggere fino in fondo un articolo, e comunque lo si fa così in fretta che non se ne colgono tutte le implicazioni. Read more…

Comments (1)


« Previous post