Proposta: più aiuto internazionale in telelavoro

20th January 2008 | 23:20 | Uncategorized

Why international agencies like the World Bank and the European Union do not apply the telework techniques to many of their missions in the developing countries? In many cases, once the working group has been established, a big part of the project could be carried out without costly trips, expensive in terms of travel allowances and CO2 emissions. The capitals of the new countries have by now adequate connections, but investing in telework structures is not considered a priority by the international donors.

C’è un gran viaggiare nei paesi in via di sviluppo di consulenti pagati dalle organizzazioni internazionali. In realtà si tratta di schemi organizzativi in molti casi superati, perché buona parte dello sviluppo dei progetti potrebbe essere portato avanti in telelavoro, risparmiando almeno il 50 per cento dei costi, riducendo i viaggi aerei e le emissioni dannose, e anche assicurando più continuità nei risultati e più responsabilità ai funzionari locali. Le capitali dei paesi nuovi hanno ormai buoni collegamenti, ma le attrezzature di telelavoro non fanno parte delle priorità d’aiuto. Read more…

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Se il Belgio si divide l’Italia esplode

23rd September 2007 | 14:05 | Uncategorized

Italy like Belgium? In a recent comment on the Belgian crisis, The Economist wrote: “Sometimes it is right for a country to recognize that a job is done”. States are changing all over Europe, and secessions are not necessarily traumatic as they used to be. See Czechoslovakia. In Italy the North and the South are more and more apart, so a “divorce” becomes possible, even if it’s frightening for most of the population.

La possibile secessione del Belgio rende più probabile anche una divisione dell’Italia. Non è una prospettiva auspicabile, anzi, sarebbe un disastro per molte regioni. Ma è tecnicamente più facile, oggi, sotto l’ombrello di Bruxelles e della moneta unica. E la voglia di divorzio potrebbe rafforzarsi anche tra gli imprenditori, perché oggi in economia non è più tanto importante disporre di un mercato unico nazionale, quanto piuttosto rispondere con un governo efficiente alle sfide della globalizzazione e all’aggressivo nazionalismo economico dei nuovi Paesi. Read more…

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Giovannini: come cambia il sistema statistico internazionale

16th December 2006 | 13:45 | Uncategorized

Ecco il testo della mia intervista a Enrico Giovannini, chief statistician dell’Ocse, pubblicata sul numero di giugno della rivista bimestrale EAST, Europe and Asia STrategies, che è pubblicata in italiano e in inglese. La ripropongo ora perché Giovannini ha appena annunciato sulla newsletter dell’Ocse la prossima conferenza internazionale di Istanbul, nel giugno 2007, dedicata (come quella di Palermo del 2004) al rapporto tra statistica e democrazia. Read more…

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