Blog italiano su www.donatosperoni.it
2nd April 2008 | 22:23 | Uncategorized
Il mio blog italiano, risolti alcuni problemi burocratici, è ritornato al suo indirizzo: donatosperoni.it Questo sito è invece destinato ai testi inglesi ed è… under construction. Of course.
Baliani: l’importanza della pietas
21st February 2008 | 10:31 | Uncategorized
Riprendo con grande piacere ad aggiornare il mio blog, dopo la pausa tecnica dovuta alla modifica del sito, peraltro ancora in fase di messa a punto. Queste settimane di “astinenza” mi hanno indotto a riflettere su quello che avevo scritto, a rivedere e integrare alcune delle considerazioni espresse in precedenza. Darò un po’ di spazio, in questi giorni, ad alcuni aggiornamenti. A cominciare da quello sulla questione del “top down” e “bottom up” . Forse qualcuno lo ricorda: in un mio precedente post ho cercato di far vedere come solo la combinazione tra le esperienze che nascono dal basso (bottom up) e la capacità di governo politico (top down) può dar luogo a cambiamenti davvero significativi.
A questa formula un po’ schematica, ma che oggi più che mai mi sembra giusta, desidero aggiungere un ingrediente fondamentale, un catalizzatore indispensabile: “la pietas come sentimento politico che può unire il mondo”. La riflessione mi deriva dallo spettacolo “La notte delle lucciole”, scritto e diretto da Roberto Andò e interpretato da Marco Baliani, che ha portato in scena testi di Pier Paolo Pasolini e Leonardo Sciascia, legandoli anche a vicende relative al rapimento di Aldo Moro. Ed è rafforzata dal libro dello stesso Baliani L’amore buono e dalle recenti vicende del Kenya. Read more…
Site under construction
16th February 2008 | 19:39 | Uncategorized
Questo sito è uno sviluppo del precedente, ma è ancora in fase di verifica e di completamento. In prospettiva, italiano e inglese saranno separati in due siti diversi e i riferimenti che facilitano la ricerca saranno ampliati. Ma ci vuole ancora un po’ di tempo… Grazie a Cecilia e Pietro per l’aiuto che mi hanno dato. Tra poco riprenderò anche, da questo sito, l’aggiornamento del blog.
Apocalittici e impiegati
29th January 2008 | 9:21 | Uncategorized
Nowadays it’s difficult to find somebody who believes in a revolution that will put an end to the capitalistic system. However, many people think that the actual global system will collapse, because it’s not able to cope with the problems of the 21st century. This apocalyptic scenario is a nightmare and not a dream, because it would mean terrible conditions of life, much worse than today, for billions of people. But the economic, energy and environmental problems are so serious that we cannot take for granted the views of people who tell us that everything is under control. Between apocalypse and unjustified optimism, there is just a narrow road of governance and critical analysis. Nessuna persona di buon senso oggi crede in una rivoluzione che abbatta il sistema capitalistico, ma molti sono convinti che il capitalismo non sia in grado di risolvere i problemi economici, energetici e ambientali del 21° secolo. In realtà un collasso del sistema peggiorerebbe le condizioni di vita di miliardi di persone. D’altra parte, non possiamo accettare in modo acritico le professioni di fede di chi ci dice che tutto è sotto controllo. Insomma, tra l’apocalisse e l’ottimismo ingiustificato c’è una strada stretta fatta di analisi critica e di governance internazionale. Read more…
Proposta: più aiuto internazionale in telelavoro
20th January 2008 | 23:20 | Uncategorized
Why international agencies like the World Bank and the European Union do not apply the telework techniques to many of their missions in the developing countries? In many cases, once the working group has been established, a big part of the project could be carried out without costly trips, expensive in terms of travel allowances and CO2 emissions. The capitals of the new countries have by now adequate connections, but investing in telework structures is not considered a priority by the international donors. C’è un gran viaggiare nei paesi in via di sviluppo di consulenti pagati dalle organizzazioni internazionali. In realtà si tratta di schemi organizzativi in molti casi superati, perché buona parte dello sviluppo dei progetti potrebbe essere portato avanti in telelavoro, risparmiando almeno il 50 per cento dei costi, riducendo i viaggi aerei e le emissioni dannose, e anche assicurando più continuità nei risultati e più responsabilità ai funzionari locali. Le capitali dei paesi nuovi hanno ormai buoni collegamenti, ma le attrezzature di telelavoro non fanno parte delle priorità d’aiuto. Read more…
“Tolleranza zero”: quando è necessaria
16th January 2008 | 22:06 | Uncategorized
Prendendo spunto dal mio invito alla “tolleranza zero” verso i comportamenti illegali, Pietro nel suo blog pone una questione interessante. Sostiene che non si può reprimere la rabbia sociale, altrimenti essa troverà forme anche più violente per esplodere. Come la foresta, dice, dove se si impediscono i piccoli fuochi aumenta la legna secca, fino a un incendio molto più violento. Read more…
Contro la secessione, l’alleanza dei “polentoni”
12th January 2008 | 22:57 | Uncategorized
Perché quello che è successo a Napoli non potrebbe succedere a Udine, a Vigevano, ad Abbiategrasso? La domanda posta da Iuri Maria Prado nella sua rubrica su Radio Radicale a mio giudizio va al cuore del problema e mi spinge a intervenire nuovamente su questo tema. Read more…
Supercommissari per le tante spazzature del Sud
8th January 2008 | 22:46 | Uncategorized
The scandal of garbage collecting in Naples shows the failure of the policies of the last decades in the South of Italy, where local politicians have received money and powers without being able to develop their territories and to defend the legal system. The South does not need only a “Supercommissioner” with special authority for the garbage of Naples: political powers should be given back to the central government in all activities infiltrated by the organized crime. But putting under tutorship the Regions of the South, while leaving autonomy to the other Regions, who have demonstrated that they can stand on their own, is impossible without a very strong political coalition. Oggi servirebbero due politiche diverse: al Sud più commissari che riportino al centro i poteri male usati, senza però tagliare i fondi perché senza finanziamenti non può esserci sviluppo; nel resto del Paese più autonomia alle Regioni che hanno dimostrato di sapersi amministrare. Una fase straordinaria, di legalità e di sviluppo, che solo un governo straordinario di grande coalizione può attuare contro gli interessi di buona parte della classe politica meridionale. Se invece non ci si riuscirà, la palla al piede Mezzogiorno condurrà il Paese al declino o alla frammentazione. Read more…
Si può battere il record di Nelly Bly?
6th January 2008 | 23:21 | Uncategorized
On the route of Verne’s Phileas Fogg, in 1889 the American journalist Nelly Bly made a tour around the world in 72 days and wrote a book, now translated into Italian by Luisa Cetti. It is almost impossible to do the same thing today, using public means of tranportation (without planes, of course), because the passenger ships on the long routes have been abolished. But with long trips by train and using a cruiser and a cargo ship, you can circle the world in around 60 days. Leggendo “Il giro del mondo in 72 giorni“, di Nelly Bly, curato in italiano da Luisa Cetti, mi chiedo se il suo record del 1889 può essere battuto, usando come la Bly e come Fogg soltanto mezzi pubblici (aereo escluso). Non è facile, perché sui lunghi percorsi non esistono più le navi passeggeri. Ma usando una nave da crociera, un cargo e lunghi viaggi in treno, dovrebbe essere possibile compiere il periplo in 60 giorni. Read more…
2008: un po’ d’ottimismo, nonostante il degrado
31st December 2007 | 12:17 | Uncategorized
A few thoughts at the end of the year after some optimistic (and surprising, for some people) articles by il Sole 24 Ore. Italy is condemned to an inevitable decay? No. It’s true that the country is losing ground (even if politicians often deny it), but I am with the people who think that we can still invert the trend. To do it we need some faith in our possibilities, a change of the political system, but also the willingness to modify some of our personal attitudes versus the public good. Nessuno che sia in buona fede può negare che il Paese stia vivendo una fase di declino. Lo dicono le statistiche sul Prodotto interno lordo pro capite, sempre più in basso rispetto alla media europea, e molti indicatori sulla qualità dei servizi pubblici. Persino il Censis, che col suo ultimo rapporto ha voluto opporsi al declinismo, è stato costretto ad affidare le sue speranze a minoranze che emergono dalla poltiglia nella quale si è disfatto il Paese. Mi sembra anche innegabile che il declino rischi di trasformarsi in degrado, ma il realismo sullo stato del Paese non significa dare per scontato o crogiolarsi nel fatto che il Paese va alla malora. Bene ha fatto, dunque, il Sole 24 Ore a improntare all’ottimismo i suoi articoli di fine anno. Read more…
