Blog italiano su www.donatosperoni.it

2nd April 2008 | 22:23 | Uncategorized

Il mio blog italiano, risolti alcuni problemi burocratici, è ritornato al suo indirizzo: donatosperoni.it

Questo sito è invece destinato ai testi inglesi ed è… under construction. Of course.

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La governance, Tremonti e le elezioni

18th March 2008 | 22:46 | Economia italiana, Europa, Globalizzazione, Politica italiana

Per concessione dell’editore, pubblico sul mio sito, in italiano e in inglese, l’articolo che ho scritto sul n. 18 di East, Europe and Asia Strategies. Si tratta di una lunga riflessione sulla necessità di una governance globale, che prende spunto da quanto sta accadendo in alcuni settori: ambiente ed energia, finanza, commercio internazionale.
L’articolo è stato scritto in gennaio. Mi sembra che gli eventi di questi ultimi due mesi abbiano rafforzato l’esigenza di un sistema globale di governo che, in mancanza di un potere centrale, non può che sostanziarsi in una serie di accordi tra gli stati nazionali: è questo appunto il senso della parola “governance” applicata alle relazioni internazionali. Read more…

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Perché tutti si sentono più poveri

2nd March 2008 | 17:54 | Economia italiana, Media, Statistica

“Non ci credono neanche le nostre mogli…”. Mi capita spesso di imbattermi nella frustrazione di economisti e statistici, convinti che gli indici dei prezzi sono sostanzialmente corretti, ma che devono combattere con l’incredulità generale e con la convinzione che “i prezzi sono raddoppiati con l’euro, mentre gli stipendi sono rimasti uguali”.
C’è in Italia una generale percezione che il Paese si stia impoverendo e che “la gente non ce la fa ad arrivare a fine mese”. Fosse anche una sensazione esagerata (ne parleremo), resta il fatto che questo è un sentimento che si amplifica attraverso i mezzi di comunicazione, modifica i comportamenti economici, finisce coll’incidere pesantemente sulla politica.
A questo sentimento contribuiscono anche errori di comunicazione come quelli commessi dall’Istat nel diffondere senza adeguate spiegazioni ex ante l’indice sugli acquisti più frequenti (si veda a questo proposito il mio precedente post e il bell’articolo di Dario Di Vico), strumentalizzazioni da parte di associazioni di consumatori, dati diffusi da istituti di ricerca poco attendibili e persino l’agenzia stampa dei vescovi che ha presentato il nuovo dato come la “vera inflazione”.Come stanno davvero le cose? Read more…

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Quel pasticciaccio brutto dei nuovi indicatori dei prezzi

24th February 2008 | 19:47 | Economia italiana, Media, Statistica

La tabella sui beni “ad alta frequenza di acquisto” diffusa venerdì 22 febbraio dall’Istat ha creato una bella confusione politica, tanto che il presidente dell’Istituto Luigi Biggeri ha dovuto spiegare la natura di questi dati con ampie interviste rilasciate ai maggiori giornali. Tra l’altro, il sito dell’Istat è rimasto inaccessibile per buona parte del sabato, e questo non ha certo facilitato il lavoro degli studiosi che cercavano di interpretare la bomba statistica scoppiata il giorno precedente, con la diffusione del solito comunicato sui prezzi al consumo relativo al mese di gennaio, ma anche di una nota di approfondimento che conteneva appunto la tabellina esplosiva.
Cerchiamo di capire il vero senso dei nuovi dati, utilizzando anche le ampie informazioni metodologiche fornite dall’Istat. Read more…

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Baliani: l’importanza della pietas

21st February 2008 | 10:31 | Uncategorized

Riprendo con grande piacere ad aggiornare il mio blog, dopo la pausa tecnica dovuta alla modifica del sito, peraltro ancora in fase di messa a punto. Queste settimane di “astinenza” mi hanno indotto a riflettere su quello che avevo scritto, a rivedere e integrare alcune delle considerazioni espresse in precedenza. Darò un po’ di spazio, in questi giorni, ad alcuni aggiornamenti. A cominciare da quello sulla questione del “top down” e “bottom up” . Forse qualcuno lo ricorda: in un mio precedente post ho cercato di far vedere come solo la combinazione tra le esperienze che nascono dal basso (bottom up) e la capacità di governo politico (top down) può dar luogo a cambiamenti davvero significativi.
A questa formula un po’ schematica, ma che oggi più che mai mi sembra giusta, desidero aggiungere un ingrediente fondamentale, un catalizzatore indispensabile: “la pietas come sentimento politico che può unire il mondo”. La riflessione mi deriva dallo spettacolo “La notte delle lucciole”, scritto e diretto da Roberto Andò e interpretato da Marco Baliani, che ha portato in scena testi di Pier Paolo Pasolini e Leonardo Sciascia, legandoli anche a vicende relative al rapimento di Aldo Moro. Ed è rafforzata dal libro dello stesso Baliani L’amore buono e dalle recenti vicende del Kenya. Read more…

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Site under construction

16th February 2008 | 19:39 | Uncategorized

Questo sito è uno sviluppo del precedente, ma è ancora in fase di verifica e di completamento. In prospettiva, italiano e inglese saranno separati in due siti diversi e i riferimenti che facilitano la ricerca saranno ampliati. Ma ci vuole ancora un po’ di tempo… Grazie a Cecilia e Pietro per l’aiuto che mi hanno dato. Tra poco riprenderò anche, da questo sito, l’aggiornamento del blog.

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Apocalittici e impiegati

29th January 2008 | 9:21 | Uncategorized

Nowadays it’s difficult to find somebody who believes in a revolution that will put an end to the capitalistic system. However, many people think that the actual global system will collapse, because it’s not able to cope with the problems of the 21st century. This apocalyptic scenario is a nightmare and not a dream, because it would mean terrible conditions of life, much worse than today, for billions of people. But the economic, energy and environmental problems are so serious that we cannot take for granted the views of people who tell us that everything is under control. Between apocalypse and unjustified optimism, there is just a narrow road of governance and critical analysis.

Nessuna persona di buon senso oggi crede in una rivoluzione che abbatta il sistema capitalistico, ma molti sono convinti che il capitalismo non sia in grado di risolvere i problemi economici, energetici e ambientali del 21° secolo. In realtà un collasso del sistema peggiorerebbe le condizioni di vita di miliardi di persone. D’altra parte, non possiamo accettare in modo acritico le professioni di fede di chi ci dice che tutto è sotto controllo. Insomma, tra l’apocalisse e l’ottimismo ingiustificato c’è una strada stretta fatta di analisi critica e di governance internazionale. Read more…

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Proposta: più aiuto internazionale in telelavoro

20th January 2008 | 23:20 | Uncategorized

Why international agencies like the World Bank and the European Union do not apply the telework techniques to many of their missions in the developing countries? In many cases, once the working group has been established, a big part of the project could be carried out without costly trips, expensive in terms of travel allowances and CO2 emissions. The capitals of the new countries have by now adequate connections, but investing in telework structures is not considered a priority by the international donors.

C’è un gran viaggiare nei paesi in via di sviluppo di consulenti pagati dalle organizzazioni internazionali. In realtà si tratta di schemi organizzativi in molti casi superati, perché buona parte dello sviluppo dei progetti potrebbe essere portato avanti in telelavoro, risparmiando almeno il 50 per cento dei costi, riducendo i viaggi aerei e le emissioni dannose, e anche assicurando più continuità nei risultati e più responsabilità ai funzionari locali. Le capitali dei paesi nuovi hanno ormai buoni collegamenti, ma le attrezzature di telelavoro non fanno parte delle priorità d’aiuto. Read more…

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“Tolleranza zero”: quando è necessaria

16th January 2008 | 22:06 | Uncategorized

Prendendo spunto dal mio invito alla “tolleranza zero” verso i comportamenti illegali, Pietro nel suo blog pone una questione interessante. Sostiene che non si può reprimere la rabbia sociale, altrimenti essa troverà forme anche più violente per esplodere. Come la foresta, dice, dove se si impediscono i piccoli fuochi aumenta la legna secca, fino a un incendio molto più violento. Read more…

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Contro la secessione, l’alleanza dei “polentoni”

12th January 2008 | 22:57 | Uncategorized

Perché quello che è successo a Napoli non potrebbe succedere a Udine, a Vigevano, ad Abbiategrasso? La domanda posta da Iuri Maria Prado nella sua rubrica su Radio Radicale a mio giudizio va al cuore del problema e mi spinge a intervenire nuovamente su questo tema. Read more…

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